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PITUR
VOYEUR
©Rikyboy
aka Riccardo Sala * 2026

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Rikyboy. Il circo come forma di vita laterale
Francesco Perozzi
Che cosa resta di un luogo quando la vocazione che lo ha generato viene meno? Cosa sopravvive di una forma di vita quando i suoi gesti quotidiani non trovano più spazio per essere esercitati? Che tipo di comunità è ancora possibile?
È da queste domande, radicate nel paesaggio vissuto dell’alta pianura milanese, che prende forma l’immaginario intimo e relazionale di Rikyboy (aka Riccardo Sala, Milano 1996). Un immaginario che invade lo spazio delle antiche cascine lombarde e dei loro cortili agricoli: architetture nate per il lavoro collettivo, sempre più ridotte a involucri disattivati e assorbiti in una neutralità residenziale. L’artista cresce e opera in prossimità di questi microcosmi rurali, subendone il fascino memoriale che resiste alla rifunzionalizzazione e custodisce il ricordo di una relazione primaria e corporea con il vivere. È di qui che nasce il suo Circo Rurale, lo spettacolo-non-spettacolo con cui l’artista riattiva temporaneamente questi luoghi per aprirli a una forma, seppur temporanea, di comunità. Ciò che viene annunciato non si compie; l’esibizione è sospesa: a permanere davvero è la postura dello spettatore, chiamato a esporsi e ad assumere su di sé il carico della scena.
Accolto negli spazi interni di Casa Sponge, il Circo Rurale compie un leggero slittamento. Laddove la cascina era luogo aperto, attraversabile, esposto ai cicli del lavoro e della vita animale, la casa introduce una soglia domestica, una prossimità raccolta che del sogno circense concentra l’eco simbolica. Qui il progetto non si limita a riattivare un contesto, ma si offre come luogo di restituzione: un interno in cui l’immaginario di Rikyboy si ripiega, si riconsegna alla propria storia e si rende leggibile come racconto. Gli animali che abitano la pittura di Rikyboy – mai in azione, mai addestrati al gesto o all’esercizio – si muovono in questa stessa sospensione: presenze catturate, sottratte alla performance, che portano con sé il ricordo di una convivenza possibile tra umano e non umano. Il colore, saturo, per nulla mimetico, agisce come un segnale, una bandiera piantata nel paesaggio della memoria. Dentro Casa Sponge il circo di Rikyboy rinuncia a piste e palcoscenici, trovando invece uno spazio in cui depositarsi, come polvere luminosa.
In Natale a…Mezzanotte la dimensione circense è lasciata affiorare come forma di vita laterale, improduttiva, eccedente. Come nelle cascine che ne costituiscono l’orizzonte simbolico, non esiste una separazione netta tra chi guarda e chi agisce: ciò che conta è la possibilità di sostare insieme, anche solo per un tempo breve, in una temporalità non ottimizzata. Un luogo in cui la meraviglia non si consuma, ma resta in attesa, continuando a lavorare nel silenzio.



Affissioni pubbliche - Natale a Mezzanotte, Pergola (PU)


Archivio locandine circensi di Casa Sponge




Archivio cimeli circensi di Casa Sponge - Gualdrappa Elefantessa Katia


Manifesto del Circo Rurale (Inimitabile), 2025, 35 × 100 cm
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Ruralandia a Pergola (iconografia Circo Millenium), 2025, smalto su carta fluorescente da affissione e MDF, 50 × 70 cm

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Rural Reclam (omaggio alla famiglia Togni), 2025, olio su tela, 30 × 40 cm

Colombo in trionfo (iconografia Circo Togni e Circo Città di Roma), 2025, smalto su carta fluorescente da affissione e MDF, 70 × 100 cm


Archivio locandine circensi di Casa Sponge


Rural Reclam – Colombo (iconografia Circo di Mosca), 2025, smalto su carta fluorescente da affissione e MDF, 50 × 70 cm

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